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Lingue straniere, 11–13 anni — 20 argomenti · MyLeoNes™ Kuks

20 argomenti di lingue straniere scritti per 11–13 anni — non un testo per più grandi semplificato. In ordine di insegnamento, ognuno un mazzo di cinque carte.

Lingue straniere · 11–13 anni

  1. Articoli e genere dei nomi

    Molte lingue mettono una parola breve accanto al nome e alcune dividono i nomi in generi grammaticali. Le scelte cambiano da una lingua all’altra, quindi conviene imparare ogni nome insieme al suo articolo.

  2. Costruire il vocabolario dal contesto

    Una parola nuova si ricorda meglio quando compare in una situazione significativa, non come traduzione isolata. Il contesto, le parti della parola e il recupero ripetuto aiutano a formulare un’ipotesi e poi a verificarla.

  3. Collocazioni: parole che stanno insieme

    Alcune parole possono stare insieme, ma non suonano naturali. Imparare le combinazioni frequenti aiuta a parlare con più chiarezza e a capire più velocemente.

  4. Confrontare le cose con precisione

    I confronti fanno più che dire che una cosa è più grande o migliore. Aiutano a mostrare quanto è grande una differenza e a esprimere un giudizio chiaro ed equilibrato.

  5. I connettivi mostrano come si collegano le idee

    Parole come perché, ma, quindi e anche se mostrano il rapporto fra due idee. Trasformano frasi separate in ragionamenti, spiegazioni e scelte.

  6. I falsi amici

    Le parole simili possono comunque trarre in inganno. Impara a controllarne il significato prima di fidarti della somiglianza.

  7. Quanto e quanti

    Le lingue distinguono gli elementi che si contano e le quantità che non si contano uno per uno. Questa differenza cambia le parole usate nelle domande, nelle quantità e nelle richieste quotidiane.

  8. Modi di dire: quando insieme le parole significano di più

    Un modo di dire è un’espressione conosciuta il cui significato completo non si può sempre indovinare parola per parola. Imparare a riconoscerlo evita immagini letterali strane e migliora la comprensione culturale.

  9. La lingua cambia secondo il rapporto

    Le parole che scegli dipendono anche dalla persona con cui parli e dalla situazione. Essere educati non significa parlare in modo complicato, ma mostrare il giusto grado di distanza o vicinanza.

  10. Verbi modali: valutare possibilità e obbligo

    Piccoli verbi possono mostrare quanto un’azione sia certa, necessaria o permessa. Aiutano a distinguere un fatto da un’ipotesi, una richiesta o una regola.

  11. Le preposizioni creano una mappa di relazioni

    Le preposizioni mostrano il rapporto fra persone, oggetti, luoghi e momenti. I loro significati possono assomigliarsi fra le lingue, ma la scelta non si traduce sempre parola per parola.

  12. Modelli dei verbi al presente

    Un verbo cambia per indicare chi fa qualcosa e talvolta quante persone lo fanno. Imparare un modello utile, segnando le eccezioni, permette di costruire molte frasi nuove invece di memorizzarle una per una.

  13. I pronomi indicano le persone

    Un pronome è una piccola parola che aiuta a capire chi agisce, ascolta o viene nominato. Imparare come lo usa una lingua rende più chiare le conversazioni.

  14. Domande e negazione

    Trasformare un’affermazione in domanda o negazione cambia spesso più di una parola. Le parole ausiliarie e l’ordine svolgono questo compito.

  15. Suoni e ortografia

    Una lingua nuova può usare lettere conosciute per suoni sconosciuti. Notare insieme suono, accento e scrittura rende più chiara la pronuncia e aiuta a leggere parole nuove.

  16. Parlare di eventi passati

    Una frase al passato colloca un evento prima del presente. Le parole del tempo e le forme verbali costruiscono insieme questa linea temporale.

  17. Parlare del futuro

    Un evento futuro può essere programmato, previsto, promesso o deciso sul momento. Le lingue usano forme diverse perché sono tipi di informazione diversi, non soltanto date diverse.

  18. La forma passiva: mettere in primo piano ciò che è successo

    A volte l’azione o il suo risultato conta più della persona che l’ha compiuta. La forma passiva permette di iniziare da ciò che è stato coinvolto, mentre chi agisce può essere aggiunto dopo o non essere indicato.

  19. Famiglie di parole: come piccole parti costruiscono il significato

    Le parole spesso appartengono a famiglie. Riconoscere una radice comune e un piccolo inizio o finale può aiutarti a capire e usare parole nuove senza impararle tutte separatamente.

  20. L’ordine delle parole trasmette significato

    Una frase non è un mucchio di parole. Il suo ordine aiuta a mostrare chi fa cosa a chi.

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