Scrittura e Narrazione
Apri un mestiere — poi va’ a scrivere male apposta Da Dove Vengono le Idee · Che Cosa Vuole il Personaggio · La Forma di una Storia · La Prima Frase · Mostra, Non Raccontare · Il Dialogo · Il Punto di Vista · Come Finire · Riscrivere · Storie Che Si Raccontano, Non Si Scrivono.
Dai 11 ai 13 anni
Cosa c'è dentro
Da Dove Vengono le Idee — due cose comuni, fatte scontrare
Chiedi a uno scrittore da dove prende le idee e riceverai un’alzata di spalle, perché la risposta onesta non ha nulla di glamour: colleziona. Nel settembre 1893 Beatrix Potter non aveva niente da raccontare a un bambino malato di cinque anni, Noel Moore, e gli scrisse una lettera su quattro conigli appena inventati; nove anni dopo quella lettera diventò Il racconto di Peter Coniglio. L’idea non fu un fulmine. Fu un pomeriggio libero e l’abitudine di notare.
Che Cosa Vuole il Personaggio — il motore di ogni storia
Tutte le storie che hai amato sono una persona che vuole qualcosa e qualcosa che le si mette davanti. Cambia il desiderio e cambi tutto il libro: per questo gli insegnanti di scrittura ti fanno dire il desiderio in una frase prima di ogni altra cosa. Il drammaturgo ungherese Lajos Egri, in un manuale del 1946 usato ancora oggi, fu netto: dai a un personaggio un desiderio che brucia, e la trama verrà a cercarti.
La Forma di una Storia — inizio, mezzo, conseguenza
La struttura è solo l’ordine che spinge chi legge a girare pagina, e se ne discute da moltissimo tempo. Aristotele scrisse nella Poetica, verso il 335 a.C., che una storia ha bisogno di principio, mezzo e fine e che nulla dovrebbe poter essere tolto senza far crollare tutto. Nel 1863 il tedesco Gustav Freytag disegnò quell’idea come una piramide: salita, vertice, discesa. Nessuno dei due inventò nulla. Descrivevano ciò che il pubblico già si rifiutava di sopportare.
La Prima Frase — una porta, non uno zerbino
All’inizio degli anni Trenta J. R. R. Tolkien stava correggendo compiti d’esame quando trovò una pagina lasciata in bianco da uno studente e ci scrisse sopra: in una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Raccontò poi che non aveva idea di che cosa fosse uno hobbit e che dovette scrivere il libro per scoprirlo. È a questo che serve una prima frase. Non è un riassunto né un riscaldamento: è una domanda a cui chi legge deve ormai trovare risposta.
Mostra, Non Raccontare — il luccichio, non la luna
In una lettera del 1886 al fratello Aleksandr, lo scrittore russo Anton Čechov diede un consiglio ripetuto da allora: non annunciare che la notte è illuminata dalla luna — scrivi che un coccio di bottiglia sulla diga del mulino brillava come una piccola stella, e chi legge costruirà la luna da sé. La tecnica è tutta qui. Consegni le prove e lasci che sia il lettore a emettere il verdetto, perché una conclusione raggiunta da soli non si discute.
Il Dialogo — quasi nessuno risponde alla domanda
I principianti scrivono il dialogo come un’intervista: un personaggio chiede, l’altro spiega con gentilezza, e tutti e due sono in segreto l’autore. Ascolta persone vere per dieci minuti su un autobus e sentirai tutt’altro: interruzioni, cambi di argomento, domande schivate, litigi interi condotti a proposito dei piatti ma che parlano di tutt’altro.
Il Punto di Vista — gli occhi di chi, e a che distanza
Il punto di vista è la singola decisione che cambia di più una storia e a cui si pensa di meno. Ha due parti: chi racconta e quanto del mondo quella persona ha il permesso di sapere. In Giappone, verso l’anno 1010, Murasaki Shikibu scrisse La storia di Genji, un’opera celebre per entrare nei pensieri dei personaggi e lasciare che chi legge veda le persone fraintendersi — mille anni prima che qualcuno desse un nome alla tecnica.
Come Finire — sorprendente, poi ovvio
Un finale è una promessa che viene saldata, e chi legge sa al centesimo che cosa gli era stato promesso. Se le tue prime pagine hanno dato a un personaggio un desiderio, le ultime devono chiudere quel conto: non per forza concedendolo, ma rispondendo. I finali falliscono quando arrivano da fuori: un salvataggio che nessuno si è guadagnato, un personaggio che compare all’ultimo capitolo, un sogno che annulla tutto. Chi legge perdona la tristezza. Ciò che non perdona mai è l’imbroglio.
Riscrivere — la prima stesura deve essere brutta
Ecco la cosa che quasi nessuno ti dice a scuola: la prima stesura di qualunque cosa è brutta, e deve esserlo. Terry Pratchett diceva che la prima stesura sei solo tu che racconti la storia a te stesso. Anne Lamott ha costruito un intero capitolo del suo libro del 1994, Bird by Bird, sulla stessa idea, invitando a lasciare che il primo tentativo sia brutto quanto serve. Se la tua pagina sembra peggiore del libro sul tuo scaffale, stai confrontando il tuo lavoro grezzo con la dodicesima passata di qualcun altro.
Storie Che Si Raccontano, Non Si Scrivono — tradizioni vive, dette ad alta voce
I libri sono recenti. Per quasi tutta la nostra storia, tutto ciò che una comunità sapeva — le sue leggi, le sue mappe, la sua storia, le sue battute — stava in memorie allenate e passava ad alta voce, e non ha mai smesso. Il racconto orale non è una bozza precedente della letteratura che la scrittura avrebbe sostituito. È un’arte diversa, con regole, maestri e apprendistato propri, e si pratica proprio ora in quattro continenti da persone vivissime.
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