Tipi di dati e variabili — Dati, 14–17 anni
Prima di analizzare i dati, bisogna capire che cosa rappresenta ogni valore e quali valori può assumere.
Che cosa significano i tipi di dati
Una variabile è una caratteristica che può cambiare da una persona, oggetto o evento all’altro, come l’età, il colore degli occhi o il numero di messaggi. I dati numerici usano numeri; quelli categorici raggruppano gli elementi. I valori numerici possono essere discreti, come 3 fratelli, o continui, come 1,72 metri.
Perché il tipo è importante
Il tipo indica quali confronti e grafici hanno senso. Si può calcolare la media delle altezze, ma non quella dei colori degli occhi; per le categorie sono più utili conteggi e proporzioni. Questa distinzione è nata dalla necessità di registrare e riassumere osservazioni molto diverse senza attribuire loro un significato inventato.
Un esempio svolto
Un club sportivo registra gli allenamenti settimanali di 12 membri: 0, 2, 3, 1, 4, 2, 0, 5, 1, 2, 3, 1. Prima si identifica la variabile: numero di allenamenti. È numerica e discreta, perché gli allenamenti si contano. La media è 24 ÷ 12 = 2 allenamenti alla settimana.
La trappola: i numeri non sono sempre numerici
Un codice come 0147 può sembrare un numero, ma può soltanto identificare un libro o un codice postale. Sommare i codici o calcolarne la media non ha significato. L’errore è comprensibile, perché le cifre fanno pensare ai calcoli; prima bisogna chiedersi che cosa rappresenta il valore.
Dove si usa
In un foglio di calcolo, scegliere il tipo giusto aiuta il programma a ordinare le date, sommare i prezzi e contare correttamente le risposte. Un ospedale può trattare il gruppo sanguigno come categoria, la temperatura come dato continuo e il numero di visite come dato discreto. Le etichette influenzano l’analisi e le decisioni basate su di essa.
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