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Spettroscopia ultravioletta-visibile — Chimica, 14–17

Le molecole possono assorbire determinate lunghezze d’onda della luce ultravioletta o visibile. Misurare questo assorbimento ti aiuta a studiare colore, concentrazione e struttura elettronica usando pochissimo campione.

La luce assorbita dalle molecole

La luce bianca contiene molte lunghezze d’onda. Una molecola ne assorbe alcune quando i suoi elettroni passano a uno stato di energia maggiore; quelle che arrivano ai tuoi occhi possono dare colore alla soluzione.

Perché misurare l’assorbimento?

Una soluzione può sembrare pallida anche se contiene una piccola quantità di una sostanza importante. Uno spettrometro trasforma l’assorbimento invisibile in dati, permettendo di rilevare e misurare le sostanze meglio della sola vista.

Usare una retta di calibrazione

Gli standard danno assorbanze di 0,20 a 2 mg/L e 0,50 a 5 mg/L, quindi la pendenza è 0,30 ÷ 3 = 0,10 per mg/L. Un campione incognito ha assorbanza 0,40. La concentrazione è 0,40 ÷ 0,10 = 4 mg/L.

La trappola: più scuro significa sempre di più

È ragionevole stimare la concentrazione dall’intensità del colore, perché un colore più forte spesso significa maggiore assorbimento. Però il colore dipende dalla lunghezza d’onda e dalla sostanza; campioni molto concentrati possono dare misure poco affidabili.

Dove viene usata

Gli strumenti UV-vis misurano coloranti nelle bevande, inquinanti nell’acqua e molecole nei medicinali. Sono utili perché le misure sono rapide, quantitative e spesso non distruggono il campione.

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