Ciò che accade dopo un’azione può influenzare la scelta successiva — Psicologia, 4–6 anni
I risultati possono far venire voglia di ripetere un’azione o di provare un altro modo. Psicologia, 4–6 anni.
Le azioni hanno risultati
Dopo che facciamo qualcosa, spesso succede qualcosa. Quel risultato ci dà un’informazione: può far sembrare utile ripetere l’azione, oppure mostrare che un altro modo funzionerebbe meglio. Non è un’etichetta che dice se siamo buoni o cattivi; è un indizio su ciò che è successo.
Perché contano i risultati?
Nel passato e oggi, le persone devono scoprire quali azioni portano cibo, sicurezza, comodità o la soluzione di un problema. Ricordare il risultato aiuta a scegliere di nuovo senza ripartire ogni volta da zero. Aiuta anche a cambiare piano quando il primo tentativo non funziona.
I blocchi che cadono
Mina costruisce una torre con sei blocchi, ma cade quando mette un blocco largo in cima. Prima guarda il risultato: la torre è per terra. Poi cambia una cosa: mette il blocco largo in fondo. La torre successiva resta in piedi, quindi quel modo diventa un’informazione utile.
Dare la colpa alla persona
Quando qualcosa va storto, è facile pensare «Non sono capace», invece di chiedersi che cosa mostra il risultato. È un pensiero comprensibile perché l’errore sembra personale. Una domanda migliore è: «Che cosa è successo dopo la mia scelta e quale piccolo cambiamento posso provare?»
Provare un altro modo
Questa idea compare quando un pezzo del puzzle non entra, un pulsante non funziona o l’acqua esce dal bicchiere. Puoi guardare il risultato, cambiare una parte e riprovare. Gli adulti fanno la stessa cosa quando provano ricette, aggiustano oggetti o preparano un piano.
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