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Le parole interrogative trovano il pezzo mancante — Lingua, 7–10 anni

Usa chi, che cosa, dove, quando, perché e come per chiedere proprio l’informazione che ti serve.

Ogni parola interrogativa indica qualcosa

Le parole interrogative indicano quale tipo di risposta manca. «Chi» chiede una persona, «dove» un luogo, «quando» un momento e «perché» una ragione. «Che cosa» chiede una cosa o un’idea, mentre «come» chiede un modo o un procedimento.

Perché fare una domanda precisa?

Una domanda vaga può ricevere una risposta vera, ma poco utile. Se chiedi «L’hai visto?», l’altra persona potrebbe non sapere se parli di un uccello, di un film o di un libro. Le parole interrogative fanno risparmiare tempo indicando il dato mancante.

Sistemare una domanda confusa

Immagina di dover sapere l’ora di partenza di un treno. «Chi parte il treno?» usa una parola per le persone e non va bene. Cambia «chi» con «quando»: «Quando parte il treno?» Ora la risposta può essere «Alle 10:15».

«Perché» non è «che cosa è successo»

Spesso chiediamo «perché?» quando vogliamo sapere l’avvenimento: «Perché si è rotto il bicchiere?» può voler dire «Che cosa è successo?». È comprensibile, perché cause e avvenimenti sono collegati. Però «perché» chiede una ragione e «che cosa è successo» chiede il fatto.

Le domande aiutano a fare le cose

Usi le parole interrogative per seguire una ricetta, trovare un autobus o risolvere un mistero. «Che cosa mi serve?», «Come si fa?» e «Dove va?» trasformano la confusione in un piano. Una buona domanda è spesso la strada più rapida per ricevere un aiuto utile.

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