La forma passiva — Lingue straniere, 14–17 anni
Come una lingua può mettere davanti la persona o la cosa coinvolta, invece di chi compie l’azione.
Che cosa fa la forma passiva
In una frase attiva, chi compie l’azione viene di solito per primo: «La tempesta ha danneggiato il tetto». La forma passiva cambia il punto di vista: «Il tetto è stato danneggiato dalla tempesta». Serve quando conta di più ciò che subisce l’azione, oppure quando chi agisce è ignoto, ovvio o irrilevante.
Perché si usa
Un testo deve spesso parlare di un risultato, di un oggetto o di una vittima senza mettere al centro chi ha causato l’azione. Una notizia può dire «Tre persone sono state arrestate» perché gli arresti contano più degli agenti. La forma passiva risolve questo problema di prospettiva, ma può anche nascondere la responsabilità se non si dice «da chi».
Trasformare una frase
Partiamo da «Il comitato ha approvato il piano». Prima spostiamo l’oggetto, «il piano», nella posizione di soggetto. Poi usiamo la forma adatta di «essere»: «è stato», perché la frase è al passato. Aggiungiamo il participio passato, «approvato»: «Il piano è stato approvato (dal comitato)». L’ultima parte è facoltativa se chi agisce non è il punto centrale.
Chi viene dimenticato
Un errore comune è considerare disonesta ogni frase passiva che non nomina chi ha agito. È una reazione comprensibile: nascondere «chi l’ha fatto» può far sembrare un’affermazione meno responsabile. Però chi agisce può essere davvero sconosciuto, oppure la frase può concentrarsi sul risultato. Controlla il contesto prima di aggiungere «da».
Nelle notizie e nella scienza
La forma passiva compare nei rapporti di laboratorio, nelle istruzioni e nelle notizie: «I campioni sono stati riscaldati a 80 °C» oppure «Il ponte è stato inaugurato nel 1998». Questi testi si concentrano su procedure, oggetti ed eventi, non su chi racconta. Tuttavia, una buona notizia indica i responsabili quando è importante.
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