Intenzioni e conseguenze — Etica, 11–13 anni
Una buona intenzione non garantisce un buon risultato, e un risultato negativo non dimostra sempre una cattiva intenzione. Ragionare eticamente significa considerare sia ciò che una persona voleva fare sia ciò che è davvero successo.
Contano intenzione e risultato
Per valutare un’azione, guarda due aspetti: lo scopo della persona e gli effetti che ne sono seguiti. Qualcuno può avere buone intenzioni ma causare un danno non controllando, mentre un buon risultato può arrivare per caso. Nessuno dei due aspetti va ignorato.
Perché servono entrambe
Guardare solo le intenzioni può giustificare scelte poco attente: «Volevo aiutare, quindi non importa». Guardare solo le conseguenze può punire un incidente come se fosse stato programmato. Considerare entrambe aiuta a rispondere in modo proporzionato: riparare il danno, imparare e distinguere la negligenza dalla crudeltà voluta.
Il modellino rotto
Nora sposta un modellino di aeroplano perché il compagno possa vederlo, ma cade e si rompe. Primo: voleva aiutare, non distruggerlo. Secondo: conta anche il risultato, perché il modellino è danneggiato. Nora dice la verità, si scusa, aiuta a ripararlo e la prossima volta chiederà prima di spostare qualcosa.
«Avevo buone intenzioni» non basta
È facile pensare che una buona intenzione renda buona un’azione, perché l’intenzione dice qualcosa sul carattere di una persona. Ma non cancella un risultato che si poteva evitare. Se una nostra scelta ferisce qualcuno, dobbiamo ascoltare, assumerci la responsabilità e cambiare metodo, anche senza voler fare del male.
Rimediare dopo un errore
Questa idea aiuta dopo un messaggio poco attento, una battuta che ferisce o un lavoro frettoloso che coinvolge altre persone. Chiediti: che cosa volevo fare? Che cosa è successo davvero? Che cosa posso riparare o fare diversamente? Le risposte rendono le scuse più utili di un semplice «Non volevo».
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