La memoria del computer conserva ciò che si sta usando — 4–6
Un computer ha bisogno di un posto piccolo e veloce dove tenere le cose mentre lavora. Puoi paragonarlo ai pastelli sul tavolo mentre disegni.
Un piccolo posto dove tenere le cose
Mentre lavora, un computer tiene a portata di mano alcune informazioni: un’immagine che cambia, un suono che viene riprodotto o un numero che conta. Questa è la memoria di lavoro, non un armadio per conservare un file per sempre. Puoi immaginarla come un tavolo dove lasci le cose mentre le usi.
Perché serve questo posto?
Un computer non può lavorare su un’immagine o su un gioco se tutti i pezzi sono lontani. Gli serve uno spazio veloce per trovare il pezzo successivo senza cercare dappertutto. Quando questo spazio è pieno, il computer può rallentare, proprio come il tuo tavolo diventa scomodo quando è coperto di giocattoli.
Un’immagine in uso
Apri il disegno di una barca rossa. Prima, il computer mette il disegno nella memoria di lavoro. Poi aggiungi una finestra blu, così tiene lì l’immagine vecchia e il cambiamento mentre ridisegna lo schermo. Quando salvi, crea una copia che dura in un altro posto. Puoi quindi chiudere il disegno e liberare lo spazio di lavoro.
La memoria non è la stessa cosa del salvataggio
È facile pensare che un’immagine sullo schermo sia già conservata, perché la puoi vedere. Ma vederla può significare soltanto che si trova nella memoria di lavoro. Se chiudi l’app prima di salvare, quella versione temporanea può sparire. L’errore è comprensibile: l’immagine sembra finita, anche se il computer non ha ancora creato una copia duratura.
Dove lo incontri
La memoria di lavoro viene usata quando un’app apre una foto, riproduce una canzone o fa funzionare un gioco. Anche un tablet la usa quando ci sono più app aperte insieme. Puoi accorgertene quando un’app si chiude o rallenta perché il dispositivo è occupato. Salvare un file è diverso: mette una copia in una memoria più duratura.
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