Concentrazione delle soluzioni — Chimica, 14–17 anni
La concentrazione indica quanta sostanza disciolta è contenuta in un certo volume di soluzione.
Quanto è concentrata la soluzione?
Una soluzione può sembrare trasparente e contenere comunque quantità molto diverse di sostanza disciolta. La concentrazione confronta la quantità di soluto con il volume della soluzione, spesso in moli per litro, scritto mol/L o M. Più soluto nello stesso volume significa maggiore concentrazione; aggiungere solvente di solito la diminuisce.
Perché la concentrazione è importante
Una reazione non dipende solo dalle sostanze presenti, ma anche da quante particelle si incontrano in uno spazio. La concentrazione offre agli scienziati un modo corretto per confrontare le soluzioni e preparare una miscela abbastanza sicura o reattiva. Per questo le istruzioni di laboratorio indicano sia una quantità sia un volume finale.
Calcolare una concentrazione
Uno studente scioglie 0,50 mol di cloruro di sodio e porta il volume totale della soluzione a 2,0 L. La formula è c = n ÷ V, dove n sono le moli e V è il volume in litri. Sostituiamo i valori: c = 0,50 ÷ 2,0 = 0,25 mol/L, cioè 0,25 M. Nel calcolo va usato il volume finale, non solo l’acqua aggiunta.
Quantità non significa concentrazione
È facile pensare che il recipiente con più sostanza disciolta abbia per forza la concentrazione maggiore. È vero solo se i due recipienti hanno lo stesso volume. Una bottiglia grande può contenere più soluto in totale e tuttavia essere più diluita, perché le stesse particelle sono distribuite in molta più soluzione.
La concentrazione fuori dalla scuola
La concentrazione viene controllata nella produzione di farmaci, detergenti e fertilizzanti, perché una quantità troppo piccola può non funzionare e una troppo grande può fare danni. Si misura anche nei fiumi e nell’acqua potabile per individuare gli inquinanti. In ogni caso conta non solo che cosa è presente, ma quanto ce n’è in un certo volume.
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