Imparare dalle conseguenze — Psicologia, 7–10 anni
Ciò che succede dopo un'azione può renderla più o meno probabile la volta seguente. Questo aiuta a capire come esercizio, commenti, ricompense e conseguenze influenzino il comportamento, senza trattare le persone come macchine.
Ciò che segue ci insegna
Quando un'azione è seguita da un risultato utile o piacevole, possiamo sceglierla di nuovo. Quando porta un problema o nessun risultato, possiamo provare altro. Il risultato non ci controlla del tutto, perché contano anche i nostri obiettivi, pensieri e circostanze.
Perché contano le conseguenze
Le persone devono scoprire quali azioni le aiutano a raggiungere un obiettivo. Le conseguenze danno informazioni dopo l'azione, così ci si può adattare la volta successiva. Gli psicologi studiano questo schema per capire l'apprendimento e creare commenti chiari e rispettosi, invece di affidarsi solo alla punizione.
Un obiettivo di lettura
Maya vuole leggere più spesso. Lunedì legge per 10 minuti, segna una casella su una tabella e racconta al papà un fatto nuovo. La tabella e la conversazione rendono piacevole il risultato, così legge ancora martedì e mercoledì. Le tre letture mostrano che lo schema sta diventando più facile, ma non provano che non cambierà mai.
Una ricompensa non è una tangente
Un errore comprensibile è pensare che ogni ricompensa sia una tangente e quindi qualcosa di negativo. La differenza sta nel momento e nello scopo: una tangente serve a forzare una scelta immediata, mentre una ricompensa o un risultato positivo può mostrare che un'azione conclusa è stata utile. Imparare comprende anche interesse, comprensione e scelte senza premi.
Il feedback nella vita reale
Un allenatore usa un risultato chiaro per aiutare un atleta a correggere un movimento. Un gioco assegna punti o mostra un bersaglio mancato, così il giocatore può provare un'altra strategia. In entrambi i casi, la conseguenza è utile quando dà informazioni, non quando umilia qualcuno.
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