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Le previsioni hanno dei limiti — Dati, 11–13 anni

I dati passati possono guidare una previsione, ma non garantiscono ciò che accadrà dopo. Dati, 11–13 anni.

Usare i modelli con cautela

Una previsione usa un modello nei dati conosciuti per fare una stima ragionevole di un valore sconosciuto o di un evento futuro. Funziona meglio quando il nuovo caso è simile a quelli usati per trovare il modello. Una previsione non è una promessa: nuove condizioni o eventi casuali possono interrompere il modello.

Perché le previsioni possono fallire

I dati descrivono ciò che è successo in determinate condizioni, non tutti i futuri possibili. Un modello può non considerare un fattore nuovo, come un’ondata di calore, una macchina guasta o un cambiamento improvviso nel comportamento. Conoscere i limiti è importante, perché un calcolo preciso può basarsi su un quadro incompleto.

Prevedere una coda

Un bar serve 24 persone in 2 ore, quindi il ritmo recente è di 12 persone all’ora. Se l’ora successiva è altrettanto affollata, prevedere circa 12 clienti è ragionevole. Però l’arrivo di una gita scolastica, la pioggia o una cassa guasta possono cambiare il risultato. Il numero è una previsione basata sulle condizioni passate, non una garanzia.

La linea deve continuare

Quando i punti di un grafico salgono regolarmente, viene voglia di prolungare la linea molto nel futuro. Sembra ragionevole, perché i valori successivi possono seguire la stessa direzione. Però, lontano dai dati, la previsione dipende da ipotesi che non possiamo controllare. Una stima vicina è di solito più sicura di una lontana.

Dove serve

Le previsioni del tempo, i tempi di consegna, la pianificazione dell’energia e le tattiche sportive usano dati passati per prepararsi a ciò che può accadere. Si confronta la previsione con la sua incertezza e con le condizioni su cui si basa. Controllare questi limiti aiuta a pianificare senza considerare certa una previsione.

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