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La voce può essere un input per il computer — Informatica, 4–6

Un microfono può portare le tue parole al computer. Il computer prova a trasformare i suoni in parole o in un’azione, ma può capire male.

Il microfono ascolta un comando

Quando l’input vocale è attivo, un microfono raccoglie i suoni che fai. Un programma cerca le parole che conosce e può usarle per cercare, scrivere o avviare un’azione. Non stai parlando direttamente con una persona: un computer misura e interpreta il suono.

Perché parlare invece di toccare?

Scrivere ogni lettera può essere lento e a volte hai le mani occupate o non riesci a usare bene una tastiera. L’input vocale offre un altro modo per dire al dispositivo ciò che vuoi. È stato creato per far rispondere le macchine alla voce, anche se capirla è più difficile che riconoscere un pulsante.

Chiedi un colore

Prima, tocca il microfono e aspetta il segnale che indica che sta ascoltando. Poi pronuncia chiaramente «rosso». Il dispositivo trasforma la parola in testo o la usa per scegliere il rosso, se quello è il comando disponibile. Infine, controlla il risultato: il suono è diventato informazione e poi ha causato un’azione.

Non capisce sempre tutto perfettamente

Puoi aspettarti che il dispositivo capisca ogni parola, perché le persone di solito capiscono la tua voce. È normale, ma il rumore, una voce bassa, un accento o due parole simili possono confonderlo. Parla chiaramente, guarda il risultato e correggilo invece di fidarti automaticamente di ogni parola.

Un aiuto senza usare le mani

L’input vocale può avviare un timer mentre mescoli una torta, cercare una canzone quando hai le mani occupate o scrivere una breve nota per te. È utile, ma ricorda che il microfono raccoglie anche i suoni vicini: usalo con attenzione quando parlano altre persone.

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