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Come si formano le abitudini — Psicologia, 7–10 anni

Un'abitudine è un'azione che comincia a succedere quasi automaticamente quando torna la stessa situazione. Capire il meccanismo aiuta a creare routine utili e a cambiare quelle che non aiutano.

Il ciclo dell'abitudine

Molte abitudini hanno tre parti: un segnale, un'azione e ciò che viene dopo. Per esempio, avere sonno può essere il segnale, mettere il pigiama l'azione e sentirsi pronti per dormire ciò che viene dopo. Ripetere lo schema rende più facile iniziare.

Perché le abitudini aiutano

Ripetiamo le abitudini perché ricominciare da capo ogni attività quotidiana richiederebbe molta attenzione e fatica. Uno schema regolare permette al cervello di gestire rapidamente i passaggi conosciuti e di conservare energia per qualcosa di nuovo. È utile, ma un vecchio schema può continuare anche quando non serve più.

Una routine del mattino

Leo dimentica spesso la borraccia. Mette la borraccia vuota vicino allo zaino prima di cena e la riempie quando sparecchia la tavola della colazione. Dopo averlo fatto per sette mattine, la tavola diventa il segnale e la borraccia è pronta prima di uscire. La routine funziona perché ogni passo indica quello dopo.

Non è solo forza di volontà

Un errore comune è pensare che per cambiare un'abitudine basti impegnarsi di più ogni volta. Sembra logico perché all'inizio lo sforzo conta, ma il vecchio segnale continua ad avviare la vecchia azione. Cambiare il segnale, rendere facile la nuova azione e ripeterla funziona spesso meglio che accusarsi.

Creare routine

Le famiglie usano i cicli delle abitudini per compiti quotidiani, come lavarsi i denti, dare da mangiare a un animale o preparare lo zaino. Un promemoria visibile può essere il segnale e finire il compito può dare soddisfazione. Le abitudini non sostituiscono le scelte: facilitano le azioni ripetute quando la routine è utile.

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