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Gli stessi media possono significare cose diverse — Media, 4–6 anni

Le persone possono notare dettagli diversi e capire la stessa immagine, suono o storia in modi diversi.

Persone diverse, idee diverse

Due persone possono guardare lo stesso media e notare cose diverse. Una può vedere una faccia buffa, mentre l’altra nota che il personaggio sembra preoccupato. Il media è lo stesso, ma ognuno porta le proprie esperienze, domande e sensazioni.

Perché succede

Un’immagine o una storia non può mostrare tutti i pensieri nella testa di una persona. Perciò usiamo gli indizi del media e li colleghiamo a ciò che già sappiamo. Parlare di idee diverse ci aiuta a controllare ciò che vediamo, invece di considerare la prima supposizione come l’unica risposta.

Esempio: un’immagine, due idee

Guarda un’immagine di un bambino vicino a una valigia pronta. Prima, dì solo ciò che puoi vedere: un bambino, una valigia e una porta. Poi, qualcuno può pensare che parta per una vacanza; un’altra persona può pensare che cambi casa. I dettagli danno indizi, ma l’immagine non dice quale idea sia vera.

Una confusione comune

Spesso diciamo: «Questo è ciò che significa l’immagine», quando in realtà intendiamo: «Questo è ciò che penso significhi». È un errore comprensibile perché la nostra idea arriva subito e sembra certa. Aiuta distinguere ciò che vediamo da ciò che immaginiamo e chiedere quali indizi sostengono ogni idea.

Dove è utile

Questo è utile quando parli con qualcuno di un cartone, di una canzone, di una fotografia o di un libro illustrato. Puoi dire «Io ho notato…» oppure «Io penso…» e ascoltare gli indizi dell’altra persona. A casa o a scuola, le conversazioni sui media diventano più chiare senza dover avere tutti la stessa idea.

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