Il narratore: chi racconta la storia — Letteratura, 7–10 anni
Una storia ha bisogno di una voce che racconti ciò che succede. Riconoscere quella voce ci aiuta a capire che cosa sa, che cosa non sa e come guida il nostro sguardo.
Una voce dietro la storia
Il narratore è la voce che racconta una storia, ma non è sempre lo scrittore. Può dire «io» e partecipare agli eventi, oppure dire «lui» e «lei» e osservare da fuori. Il narratore decide che cosa veniamo a sapere.
Perché notare il narratore?
Un tempo si pensava spesso che ogni narratore sapesse tutto. Invece un personaggio può notare solo alcune cose e può capire male il resto. Chiedere «Chi potrebbe saperlo?» aiuta a riconoscere un punto di vista limitato e a non credere subito a ogni dettaglio.
Esaminare un narratore
Leggi: «Ho sentito cigolare il cancello. Dietro di me, Leo ha sussurrato: “Corri!”». Prima, cerchia «io»: chi racconta è dentro la scena. Poi chiediti che cosa può sapere. Sente Leo, ma non può dire che cosa pensa Leo se non lo dice lui. È un narratore in prima persona.
Il narratore non è lo scrittore
Un errore comune è dire che il narratore è l’autore. Sembra logico, perché l’autore ha scelto ogni parola, ma può inventare una voce, un’età ed esperienze diverse dalle proprie. Considera il narratore una voce inventata, salvo che il libro dia un motivo diverso.
Voci nella vita reale
I narratori contano anche fuori dai libri. Un telegiornale, un diario e un video possono mostrare lo stesso evento da posizioni diverse, e ognuno può perdere dettagli che gli altri notano. Capire chi parla aiuta a confrontare i racconti senza pensare che una voce veda tutto.
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