MyLeoNes™

Sensori e retroazione — Ingegneria, 11–13 anni

Un sensore misura qualcosa, come luce, temperatura, distanza o pressione. La retroazione usa quella misura per regolare un sistema, aiutandolo a rispondere a condizioni variabili invece di eseguire sempre la stessa azione.

Un sensore permette a un sistema di rilevare

Un sensore trasforma una condizione fisica in informazioni utilizzabili da un sistema. Un sensore di luce rileva la luminosità, un termometro rileva la temperatura e un sensore a ultrasuoni misura la distanza. Il sensore non decide tutta l’azione: fornisce un dato da interpretare.

Perché usare la retroazione?

Un’istruzione fissa non può sapere che cosa è cambiato intorno a lei. Un riscaldatore programmato per dieci minuti può lasciare una stanza fredda e un’altra troppo calda. La retroazione risolve il problema confrontando una misura con un obiettivo e regolando l’azione quando la situazione reale è diversa.

Una lampada che reagisce al buio

Una lampada da giardino ha un sensore di luce e un obiettivo: accendersi quando il livello scende sotto 30 unità. Nel pomeriggio, con 45 unità, il controllore tiene la lampada spenta. Dopo il tramonto, con 18 unità, la misura è sotto 30: il controllore chiude il circuito e accende la lampada.

Un sensore non è la decisione

È comprensibile chiamare il sensore “il cervello”, perché è la parte che rileva il mondo. Ma un sensore misura soltanto; un’altra parte usa quella misura. Se un sensore di temperatura indica 22 °C, al sistema serve ancora una regola per riscaldare, raffreddare o non fare nulla.

La retroazione nei dispositivi comuni

Le porte automatiche usano sensori per rilevare una persona, le lavatrici misurano condizioni durante un ciclo e un telefono cambia la luminosità dello schermo quando cambia l’ambiente. Le auto usano molti sensori per controllare velocità, posizione e temperatura. Questi sistemi sono utili perché reagiscono alla situazione reale, non solo a un timer.

Continua a esplorare

Altre lingue

Caricamento di MyLeoNes™…