La probabilità si può stimare con i dati — Dati, 11–13 anni
Ripetere le prove permette di stimare con quale frequenza accade qualcosa. Un numero maggiore di prove rende di solito la stima più stabile, ma il caso può ancora cambiare le serie brevi.
Una serie lunga dà una stima utile
La probabilità sperimentale è la frazione delle prove in cui accade un evento. Se una ruota si ferma sul blu 23 volte in 50 giri, i dati stimano la probabilità come 23/50, cioè 46%. È un’indicazione basata su ciò che è successo, non una promessa sul giro successivo.
Perché ripetere le prove?
Un solo risultato può essere insolito semplicemente per caso. Ripetere lo stesso test raccoglie più informazioni e riduce l’influenza di un esito fortunato o sfortunato. I dati non eliminano la casualità, ma un insieme più grande mostra spesso meglio lo schema di fondo.
Provare una moneta
Si lancia una moneta 100 volte e viene testa 47 volte. Prima si contano le teste: 47. Poi si divide per il numero totale dei lanci: 47 ÷ 100 = 0,47. La stima sperimentale di testa è quindi 47%, anche se altri 100 lanci non devono dare esattamente 47 teste.
Il caso non tiene il conto
Dopo cinque croci di fila, qualcuno può dire che ora «deve uscire testa». Sembra giusto perché nel lungo periodo una moneta dà spesso risultati quasi equilibrati, ma ogni lancio resta indipendente. I risultati precedenti migliorano una stima, ma non obbligano il risultato successivo.
Stimare ciò che può accadere
Si usano dati ripetuti per stimare i ritardi degli autobus, la possibilità di pioggia con un certo tempo o la frequenza con cui una macchina si guasta. Queste stime aiutano a programmare, ma non sono certezze. La loro qualità dipende da prove sufficienti e da condizioni abbastanza simili.
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