Un voto risponde a una domanda chiara — Educazione civica, 4–6
Le persone devono sapere esattamente che cosa scelgono perché un voto dia una risposta utile.
Un voto, una scelta
Prima di votare, un gruppo ha bisogno di una domanda con una scelta chiara. «Dipingiamo la scatola di rosso o di blu?» chiede una risposta. Una domanda vaga, come «Che cosa facciamo?», può produrre risposte diverse, così il gruppo non capisce che cosa significano i voti.
Perché la domanda viene prima
Il voto è stato creato per aiutare un gruppo a scegliere senza dover raggiungere tutti un accordo dopo una lunga discussione. Funziona solo se le persone scelgono tra le stesse opzioni. Una domanda chiara rende comprensibile il risultato ed evita di dire che i voti rispondevano a un’altra domanda.
Scegliere una storia
Un gruppo ha tre storie: Volpe, Luna e Seme. La domanda è: «Quale storia ascoltiamo per prima?». Ana sceglie Volpe, Ben sceglie Luna e Cora sceglie Volpe. Volpe riceve 2 voti e vince su Luna, che ne riceve 1. Il risultato dice solo quale viene prima, non quale sia la migliore.
«Il vincitore prende tutto»
Un bambino può sentire «Ha vinto Volpe» e pensare che Volpe debba essere scelta per tutto. È comprensibile se la domanda non è stata ripetuta chiaramente. Ma il voto rispondeva solo a una domanda: quale storia viene prima. Il gruppo può votare di nuovo per la seconda storia, le immagini o l’attività successiva.
A che cosa serve
Le domande chiare aiutano un gruppo a scegliere un gioco, una storia, il colore di un cartellone o che cosa fare per prima. Prima di alzare la mano, chiediti che cosa decide il voto. Se non sei sicuro, chiedi di ripetere la domanda: prima si comprende, poi si conta.
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