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Pile elettrochimiche — Chimica, 14–17

Capisci come una reazione redox spontanea possa spingere elettroni attraverso un filo. Chimica, 14–17 anni.

La chimica che produce corrente

In una pila galvanica, l’ossidazione libera elettroni su un elettrodo e la riduzione li accetta sull’altro. Un filo offre agli elettroni un percorso, mentre gli ioni si muovono nella soluzione o nel ponte salino per mantenere l’equilibrio delle cariche. La reazione produce così tensione e corrente misurabili.

Perché separare la reazione?

Se un metallo reagisce direttamente con gli ioni di un altro metallo nella stessa miscela, gli elettroni attraversano il liquido senza controllo e gran parte dell’energia diventa calore. Il problema è controllare questo trasferimento. Separare ossidazione e riduzione costringe gli elettroni a passare in un circuito esterno: è l’idea di base di una pila.

Una pila zinco-rame

In una pila zinco-rame, lo zinco si ossida: Zn → Zn²⁺ + 2e⁻. Gli ioni rame si riducono: Cu²⁺ + 2e⁻ → Cu. Gli elettroni passano dallo zinco al rame attraverso il filo. Usando i potenziali standard, E°pila = 0,34 − (−0,76) = 1,10 V, quindi la pila può fornire corrente se le due semicelle restano collegate dagli ioni.

Anodo e catodo

Molti imparano che l’anodo è negativo e il catodo positivo, perché è vero in una pila galvanica. La regola più sicura è chimica: l’ossidazione avviene sempre all’anodo e la riduzione al catodo. In una cella elettrolitica i segni si scambiano, ma non questi nomi delle reazioni.

Pile e corrosione

Le pile portatili usano reazioni redox separate per alimentare telefoni, orologi e veicoli. La stessa chimica può causare corrosione quando due metalli diversi e un liquido conduttore formano una pila indesiderata. Gli ingegneri usano rivestimenti, metalli sacrificali e la progettazione dei circuiti per controllare dove avviene l’ossidazione.

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