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Apoptosi: morte cellulare programmata — Biologia, 14–17

L’apoptosi elimina cellule danneggiate, vecchie o non più necessarie senza danneggiare i tessuti vicini. È un processo biologico controllato, non semplicemente una cellula che smette di funzionare.

Una fine ordinata

Una cellula può ricevere segnali che le dicono di smontarsi. Divide il proprio contenuto in piccoli pacchetti, che le cellule vicine eliminano; la membrana di solito resta intatta, quindi l’infiammazione è ridotta. Questa rimozione aiuta a formare e mantenere il corpo.

Perché eliminare cellule vive?

Conservare ogni cellula per sempre renderebbe impossibile lo sviluppo e permetterebbe alle cellule danneggiate di causare problemi. Durante lo sviluppo, l’apoptosi elimina la pelle tra le dita e i neuroni che non riescono a collegarsi. Limita anche le cellule con danni interni pericolosi.

Un esempio semplice con cellule

Immagina un tessuto con 1.000 cellule, di cui 100 con gravi danni al DNA. Un segnale attiva il programma di morte in quelle 100 cellule e le cellule immunitarie ne rimuovono i frammenti. Restano 900 cellule più sicure, senza contenuto cellulare disperso.

Non tutta la morte cellulare è uguale

È comprensibile considerare un fallimento la morte di ogni cellula, ma l’apoptosi somiglia piuttosto a uno smontaggio controllato. In un danno non controllato, una cellula può gonfiarsi e scoppiare, liberando sostanze che causano infiammazione. Nell’apoptosi i resti vengono di solito impacchettati prima, proteggendo il tessuto vicino.

Dove è importante

L’apoptosi aiuta a spiegare lo sviluppo, la riparazione dei tessuti e alcune malattie. Se il processo è troppo debole, cellule danneggiate possono sopravvivere e contribuire al cancro; se è troppo forte, si possono perdere cellule in alcune malattie neurodegenerative. La ricerca studia entrambi gli estremi.

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