Cloud computing — Tecnologia, 14–17 anni
Come computer remoti forniscono spazio e calcolo attraverso una rete. Tecnologia, 14–17 anni.
Usare computer altrove
Il cloud computing consiste nell’usare spazio di memoria, programmi o potenza di calcolo su computer di un centro dati, raggiunti tramite una rete. Il tuo dispositivo invia dati o lavoro e riceve un risultato. Il «cloud» non è misterioso: è un insieme di macchine reali gestite da qualcun altro.
Perché metterlo altrove?
Comprare abbastanza computer per il momento di massimo utilizzo costa molto, e poi molti resterebbero inutilizzati. I fornitori cloud condividono grandi centri dati tra molti clienti e possono aggiungere macchine quando cresce la domanda. È più facile aumentare i servizi, ma bisogna fidarsi del fornitore e dipendere dalla rete.
Un backup delle foto
Scatti una foto con il telefono. Prima, l’app la comprime e invia una copia attraverso la rete a un servizio di archiviazione. Il servizio la salva sui suoi server e può crearne un’altra copia in un centro dati diverso. Più tardi, un tablet accede, chiede il file e lo scarica. La foto è disponibile solo se funzionano servizio e connessione.
Il cloud non è sicurezza automatica
È comprensibile pensare che una copia nel cloud non possa mai sparire: il file sembra trovarsi altrove e il fornitore è grande. Però gli account possono essere violati, i file cancellati, i servizi interrotti e le regole cambiate. Una copia cloud è utile, non magica: i file importanti richiedono un piano di recupero e impostazioni di privacy adatte.
Calcolo remoto ogni giorno
Video in streaming, documenti online, backup delle foto, giochi multiplayer e molte piattaforme scolastiche usano computer cloud. Un servizio di streaming conserva varie versioni di un film e invia al tuo dispositivo il flusso adatto quando premi play. Lo schermo è locale, ma gran parte dell’archiviazione e del calcolo avviene altrove.
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