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Identità sociale — Sociologia, 11–13 anni

Il modo in cui le persone comprendono se stesse attraverso esperienze, comunità e legami con gli altri.

Che cos’è l’identità sociale

L’identità sociale è una parte della risposta a «Chi sono?» che nasce dai nostri legami, dalle esperienze e dalle appartenenze. Una persona può considerarsi amica, sorella, tifosa di calcio, musicista o nuova arrivata, e queste parti possono contare in modo diverso a seconda della situazione.

Perché studiare l’identità sociale?

Le persone hanno bisogno di capire se stesse e di trovare un posto tra gli altri, ma appartenere a un gruppo può creare anche la pressione di adattarsi. La sociologia studia l’identità per capire perché qualcuno si sente incluso o escluso e perché la stessa persona può essere trattata diversamente in contesti diversi.

Un’identità che cambia

Leo inizia in una scuola nuova. All’inizio si sente soprattutto il nuovo alunno; dopo essere entrato nel club di scacchi, si sente anche un giocatore di scacchi, mentre a casa è fratello e nipote. L’esempio mostra che l’identità ha più parti e che quella più importante può cambiare secondo il contesto.

La trappola: un’unica etichetta

Un errore comune è considerare un’etichetta come l’intera persona, per esempio dire «lei è quella silenziosa» o «lui è un giocatore». Sembra ragionevole perché le etichette rendono il mondo più facile da descrivere, ma ogni persona ha più identità e può comportarsi diversamente quando cambia la situazione.

Dove si ritrova

L’identità sociale si vede quando un club scolastico crea un senso di appartenenza, quando una squadra indossa gli stessi colori o quando un profilo online mostra solo alcune parti della vita di qualcuno. Aiuta a capire sia l’amicizia sia la sensazione che «persone come noi» non siano benvenute in un certo luogo.

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