MyLeoNes™

Relativismo culturale — Sociologia, 14–17 anni

Come i sociologi confrontano i modi di vivere senza considerare una cultura lo standard naturale.

L’idea

Il relativismo culturale consiste nel cercare di capire una pratica nel contesto in cui ha senso, invece di giudicarla subito secondo le proprie abitudini. Non significa approvare ogni pratica: significa chiedersi quale storia, quali bisogni e quali significati la circondino prima di esprimere un giudizio.

Perché conta

I sociologi avevano bisogno di confrontare le società senza definire strano o inferiore ciò che non conoscevano. Considerare il contesto riduce l’etnocentrismo, cioè l’abitudine di usare la propria cultura come misura normale. Il confronto diventa anche più preciso, perché la stessa azione può avere significati diversi in luoghi diversi.

Un esempio svolto

Uno studente vede alcuni compagni togliersi le scarpe prima di entrare in casa e pensa che sia inutile. Prima chiede che cosa significhi quella pratica in quel contesto: può mantenere puliti gli ambienti e mostrare rispetto. Poi confronta i contesti, non solo il gesto, con la propria casa. Infine può decidere se adottarla senza definire irrazionale quell’abitudine.

L’errore comune

Un errore comune è trasformare il relativismo culturale nell’idea che non si possa criticare nulla. È un errore comprensibile, perché “capire il contesto” può sembrare uguale ad “accettare senza domande”. I sociologi possono comunque discutere di danni e diritti: evitano soltanto di giudicare prima di esaminare le prove e le persone coinvolte.

Dove è utile

Questa idea è utile nei gruppi internazionali, nei viaggi, nel giornalismo, nel lavoro sociale e nelle ricerche con comunità diverse dalla propria. Può impedire che uno stereotipo veloce sostituisca una vera spiegazione. Non chiede di fingere che tutti i valori siano uguali, ma di fermarsi con attenzione prima di confrontare o giudicare.

Continua a esplorare

Altre lingue

Caricamento di MyLeoNes™…