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Il cervello fa la previsione migliore — Psicologia, 4–6 anni

Gli occhi, le orecchie e la pelle inviano indizi, e il cervello li unisce a ciò che già conosce. Per questo la stessa cosa può sembrare diversa in situazioni diverse.

I sensi inviano indizi

Vedere, udire, toccare e annusare danno al cervello pezzi di informazione, non un’immagine completa. Il cervello unisce rapidamente questi pezzi alle esperienze passate e fa la sua previsione migliore su ciò che sta accadendo.

Perché fare previsioni aiuta

Il mondo cambia troppo velocemente perché il cervello esamini ogni indizio con calma. Una previsione rapida aiuta a notare una palla che arriva, riconoscere una voce familiare o trovare una tazza, ma può essere sbagliata quando gli indizi non sono chiari.

Un cappotto al buio

In una stanza buia, Leo vede qualcosa con due sporgenze e pensa che sia un mostro. Accende la luce e vede un cappotto appeso a una sedia. I suoi occhi avevano inviato un indizio piccolo e poco chiaro, e il cervello ha usato una storia conosciuta per fare una previsione rapida.

La prima previsione non è una prova

È facile sentirsi sicuri perché la previsione del cervello arriva prima che ce ne accorgiamo. È comprensibile: le previsioni rapide spesso ci aiutano ad agire, ma guardare di nuovo o chiedere può mostrare che la prima idea era sbagliata.

Controllare ciò che notiamo

Questo aiuta quando un giocattolo sembra perso sotto una coperta, un suono sembra arrivare dal posto sbagliato o un viso appare diverso nell’ombra. Più luce, un’altra occhiata o una domanda possono aggiungere indizi, senza dare la colpa al cervello per aver previsto.

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