MyLeoNes™

Apparenza e realtà — Filosofia, 11–13 anni

Le cose possono sembrare, suonare o apparire in un modo ed essere diverse sotto la superficie. Distinguere apparenza e realtà non significa diffidare di tutto: significa controllare come sai ciò che pensi di sapere.

Ciò che notiamo non è tutto

I sensi ci danno indizi utili, ma un indizio non è tutta la verità. Un bastone può sembrare piegato nell’acqua, un oggetto lontano può sembrare minuscolo e una fotografia può nascondere ciò che è fuori dall’inquadratura. Per saperne di più, confronta punti di vista, condizioni e prove invece di fidarti solo della prima impressione.

Perché fare la distinzione?

Gli esseri umani hanno sempre dovuto decidere se ciò che vedevano fosse sicuro, vero o completo. Ombre, sogni, specchi e trucchi rendevano evidente questo problema molto prima degli schermi. La filosofia chiede fin dove ci porta l’esperienza e quando un’osservazione deve essere verificata in un altro modo.

Esempio: la matita piegata

Metti una matita in un bicchiere trasparente pieno d’acqua. Di lato sembra piegarsi nel punto in cui entra nell’acqua. Sposta il bicchiere e guardala dall’alto: la matita è ancora dritta. Poi toglila e toccala con cautela. La prima immagine era reale come apparenza, ma non mostrava bene la sua forma.

La trappola: “sembra così, quindi è così”

Fidarsi della prima impressione è comprensibile: notare subito le cose spesso ci protegge dal pericolo e ci aiuta ad agire. L’errore è trasformare questa scorciatoia utile in una prova per ogni situazione. Un’immagine modificata, una voce o un’angolazione confusa possono sembrare convincenti e nascondere qualcosa di importante.

Dove aiuta

Questo conta quando leggi un titolo drammatico, scegli un percorso su una mappa o cerchi di capire che cosa è successo in una fotografia. Fermati e chiedi che cosa mostra la fonte, che cosa omette e se puoi fare un altro controllo. È prudenza, non diffidenza inutile.

Continua a esplorare

Altre lingue

Caricamento di MyLeoNes™…