Il suono è una vibrazione — Musica, 14–17 anni
Come l’aria, le corde e le superfici che vibrano diventano i suoni che ascoltiamo nella musica.
Che cos’è il suono
Quando una corda di chitarra si muove avanti e indietro, spinge l’aria vicina creando onde ripetute. Le onde raggiungono il timpano e lo fanno muovere: il cervello sente così una nota. Vibrazioni più rapide producono suoni più acuti; quelle più lente, suoni più gravi.
Perché contano le vibrazioni
Questa idea risolve un problema: come può qualcosa di invisibile viaggiare da un altoparlante fino all’orecchio? Ai musicisti serve per controllare altezza, volume e timbro. La frequenza stabilisce l’altezza, mentre dimensione e forma della vibrazione distinguono un pianoforte da un flauto.
Esempio: un’ottava
Uno standard di accordatura assegna al La4 una frequenza di 440 hertz, cioè 440 vibrazioni al secondo. Il La un’ottava sopra ha il doppio: 440 × 2 = 880 hertz. È più acuto, ma le note restano collegate perché le frequenze hanno il semplice rapporto 2:1.
Trappola: forte significa acuto
È comune pensare che una nota forte debba essere anche acuta. È comprensibile, perché una vibrazione più grande sembra più potente. In realtà, la frequenza controlla l’altezza e l’ampiezza soprattutto il volume: un tamburo grave può essere forte e un fischietto acuto può essere piano.
Dove si ritrova
Lo ritroviamo quando si accordano gli strumenti, si registrano esecuzioni con microfoni e si riproducono tramite altoparlanti. Gli ingegneri misurano le frequenze per eliminare i fischi di rientro o bilanciare le cuffie. Spiega anche perché una stanza, una sala da concerto e un campo modificano il suono dello stesso strumento.
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