I presupposti che una frase porta con sé — Lingua, 14–17 anni
Una frase può trattare discretamente un’informazione come già accettata. I presupposti spiegano come una domanda o un’affermazione possa introdurre uno sfondo senza discuterlo.
Informazioni di sfondo sotto gli occhi
«Il fratello di Maya viene a trovarci» presenta Maya come una persona che ha un fratello, anche se non è questo il punto principale. Questa informazione implicita è un presupposto. Di solito resta anche in «Il fratello di Maya viene a trovarci?».
Il problema dei punti di partenza nascosti
Non si possono esporre tutti i fatti prima di presentare un’idea, quindi la lingua usa scorciatoie. Però una scorciatoia può far sembrare certa un’idea dubbia. I linguisti studiano i presupposti per chiedersi quale sfondo richieda una frase e se sia corretto o pertinente.
Mettere alla prova una domanda orientata
Considera «Quando hai smesso di copiare i compiti?». Prima, «quando» presuppone che tu abbia copiato. Poi, rispondere con una data accetta quel punto di partenza. Infine, puoi contestarlo: «Non ho mai copiato; la domanda presuppone qualcosa di falso». La formulazione cerca di imporre la cornice.
La trappola: considerare ogni presupposto una bugia
È comprensibile definire manipolatorio ogni presupposto. La maggior parte è normale e utile: «Hai dato da mangiare al cane?» presuppone che ci sia un cane, perché gli interlocutori lo sanno già. Conta invece capire se lo sfondo è condiviso e appropriato.
Le domande nella vita pubblica
Le interviste, le pubblicità e i dibattiti contengono spesso presupposti. «Quali tasse aumenterai?» può far sembrare certo un aumento prima di discutere le prove. Riconoscerlo permette di rispondere al problema reale: «La domanda dà per scontato qualcosa che non ho accettato».
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