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L'espansione marittima portoghese: i grandi viaggi — Storia, 11–13

Come il Portogallo, un piccolo regno sull'Atlantico, aprì rotte marittime mai percorse prima dagli europei.

Un progetto di più generazioni

A partire dall'inizio del XV secolo, sotto l'impulso dell'infante Enrico il Navigatore, i navigatori portoghesi iniziarono a esplorare la costa africana, avanzando poco a poco, anno dopo anno. Decenni dopo, già sotto Giovanni II, questo lavoro proseguì, con mappe migliori, navi migliori e maggiore esperienza dei venti e delle correnti marine.

Perché fu un processo, non una sola impresa

È allettante pensare all'espansione marittima come a una grande avventura di un solo eroe. Ma fu, in realtà, un progetto di più generazioni — di re, navigatori, cartografi e marinai anonimi — che dipese da conoscenze accumulate nel corso di decenni: come costruire navi migliori, come leggere i venti, come usare nuovi strumenti di navigazione.

Un caso: la rotta marittima per l'India

Passo 1: per decenni, i navigatori portoghesi avanzano lentamente lungo la costa africana, mappando il litorale. Passo 2: nel 1488, Bartolomeo Dias doppia l'estremità meridionale dell'Africa. Passo 3: nel 1497-98, Vasco da Gama completa il viaggio fino all'India, circumnavigando l'Africa e attraversando l'oceano Indiano. Passo 4: nel 1500 Pedro Álvares Cabral raggiunge il Brasile; nel 1519 Ferdinando Magellano, navigatore portoghese al servizio della Corona spagnola, avvia il viaggio che avrebbe completato il primo giro del mondo.

La trappola: pensare che fosse solo fortuna o coraggio

È facile ridurre questi viaggi a storie di coraggio personale. Ma dietro ogni traversata c'erano decenni di conoscenza tecnica accumulata: mappe sempre più precise, strumenti come l'astrolabio, e navi come la caravella, progettate appositamente per affrontare venti e correnti difficili. Senza quella conoscenza, il coraggio da solo non sarebbe arrivato da nessuna parte.

Dove si vede ancora oggi

Vedi questa storia in nomi di strade e monumenti in tutto il paese — il Monumento alle Scoperte, a Lisbona, ne è un esempio — e nel fatto che il portoghese sia oggi parlato in diversi continenti. Anche musei come il Museo della Marina raccontano questa storia, conservando strumenti e mappe reali di questa epoca.

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