Decolonizzazione — Storia, 14–17 anni
Il processo attraverso cui il dominio coloniale fu contestato e sostituito da governi indipendenti, soprattutto nel Novecento.
Che cosa significa decolonizzazione
La decolonizzazione è la fine del dominio coloniale e la lotta per decidere chi governa, quali leggi contano e come vengono controllate le risorse. L’indipendenza può arrivare con negoziati, proteste o guerre, ma la libertà politica non cancella subito ogni influenza coloniale.
Perché avvenne
Il dominio coloniale affrontò richieste organizzate di autogoverno, rafforzate da istruzione, stampa, movimenti operai ed esperienza della guerra. Dopo il 1945 le potenze europee erano più deboli e l’autodeterminazione rendeva l’impero più difficile da difendere, ma la transizione non fu automaticamente pacifica né giusta.
L’indipendenza del Ghana
Segui il caso del Ghana, allora chiamato Costa d’Oro. Il partito di Kwame Nkrumah costruì un ampio sostegno; la Gran Bretagna negoziò il trasferimento e il Ghana divenne indipendente il 6 marzo 1957. Poi chiediti cosa cambiò politicamente e quali legami economici rimasero.
L’errore più comune
La scorciatoia comune è considerare il giorno dell’indipendenza come la fine immediata del colonialismo. È comprensibile perché si vedono una nuova bandiera e un governo, ma potevano continuare confini, lingue, debiti, legami militari e dipendenza economica; controlla diversi tipi di cambiamento.
Dove serve oggi
La decolonizzazione aiuta a studiare dibattiti su monumenti, musei, programmi scolastici, terre, lingue o aiuti allo sviluppo. Chiede quali autorità abbiano plasmato il presente e quali saperi siano stati ignorati, ma non significa rifiutare ogni idea o oggetto legato all’Europa.
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