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Ingiustizia strutturale — Etica, 14–17 anni

Alcuni risultati ingiusti sono prodotti da regole e istituzioni normali, anche quando nessuno intende fare del male. Vedere il modello aiuta a chiedersi se sia il sistema a dover cambiare, invece di cercare soltanto qualcuno da colpevolizzare.

Modelli ingiusti

L’ingiustizia strutturale si verifica quando il modo in cui sono organizzati una scuola, un lavoro, una legge o un mercato offre ripetutamente ad alcune persone meno opportunità reali. Non è necessario che qualcuno abbia pianificato il danno. L’indizio importante è un modello duraturo legato alla struttura, non un solo risultato sfortunato.

Perché andare oltre la colpa?

Dare la colpa a una persona ingiusta può farci perdere di vista perché lo stesso problema ritorna. L’idea nasce dall’osservazione che leggi e istituzioni distribuiscono tempo, sicurezza, denaro e possibilità di essere ascoltati. Se il modello è incorporato nell’organizzazione, non basta cambiare un atteggiamento: bisogna esaminare l’organizzazione.

Verificare un modello

Una biblioteca si trasferisce in un edificio con sole scale. Una persona in sedia a rotelle non può entrare, ma il problema più profondo è il progetto dell’edificio. Si verifica il modello: le persone con mobilità ridotta non possono entrare da sole, mentre altre sì. Una rampa o un ascensore cambia la struttura.

«Nessuno lo voleva»

È comprensibile rifiutare questa idea perché nessuno voleva fare del male. Spesso colleghiamo la responsabilità solo a un’azione intenzionale. Tuttavia un’organizzazione può produrre svantaggi prevedibili senza che ci sia un cattivo; riconoscerlo non accusa tutte le persone coinvolte, ma indica dove è possibile rimediare.

Cambiare l’organizzazione

Questa idea è utile per esaminare l’accesso agli edifici, la disciplina scolastica, le assunzioni, i trasporti o i servizi pubblici. Bisogna chiedersi chi incontra ripetutamente un ostacolo, quale regola o progetto lo produce e se un’organizzazione diversa offrirebbe una possibilità più equa. Servono prove: non ogni risultato disuguale è strutturale.

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