La responsabilità nei gruppi — Etica, 14–17 anni
Un gruppo può far sembrare normale un comportamento dannoso, soprattutto quando ciascuno aspetta che agisca qualcun altro. La responsabilità condivisa non significa che tutti abbiano la stessa colpa; significa riconoscere il proprio potere di interrompere, fare domande o chiedere aiuto.
Il ruolo di ciascuno
In un gruppo, la responsabilità dipende da ciò che ciascuno sapeva, voleva, ha fatto e poteva cambiare. Un leader che ordina un danno ha un ruolo diverso da un osservatore silenzioso, ma il silenzio può permettere al piano dannoso di continuare. Più potere o informazioni ha una persona, più ci si può aspettare che agisca.
Perché le persone restano in silenzio
Quando molte persone vedono un problema, ciascuna può pensare che risponderà qualcun altro. La paura di sembrare ridicoli, perdere amici o diventare un bersaglio fa sembrare più sicuro aspettare. Questo spiega il silenzio, ma non rende innocuo ogni silenzio. Il pensiero etico cerca modi sicuri per condividere la responsabilità e interrompere il meccanismo.
Una chat di gruppo crudele
In una chat di 30 studenti, una persona pubblica un meme offensivo su Rui. Dieci aggiungono emoji che ridono, quindici leggono senza rispondere e quattro escono. Chi pubblica inizia il danno e i dieci lo incoraggiano. I lettori silenziosi non hanno la stessa responsabilità, ma potrebbero segnalare il messaggio o sostenere Rui; uscire evita di partecipare, anche se da solo non ferma il danno.
La trappola della colpa uguale
Un errore comune è dire che tutti sono colpevoli oppure che nessuno è responsabile. Le due idee attirano perché un gruppo fa sembrare condivise le azioni. Tuttavia la responsabilità può variare in base al ruolo, alle informazioni, alla pressione e alla possibilità di aiutare. Evitare accuse ingiuste non significa ignorare il ruolo scelto da ciascuno.
Intervenire in sicurezza
Questa idea aiuta davanti a bullismo, esperimenti pericolosi, imbrogli o mode dannose online. Intervenire non significa sempre affrontare da soli la persona più potente. Puoi conservare le prove, chiedere come sta chi è stato colpito, parlare con un adulto di fiducia, usare una segnalazione o organizzare un’azione insieme ad altri.
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