Parlare quando qualcosa non va — Etica, 7–10 anni
Parlare significa reagire quando qualcuno viene ferito o una situazione non è sicura, senza aumentare il pericolo.
Usare la voce con attenzione
Parlare significa riconoscere un danno o un pericolo e scegliere una risposta utile. Puoi dire: «Smettila, non è sicuro», sostenere la persona ferita o parlarne con un adulto di fiducia. Il coraggio non significa affrontare il pericolo da soli, ma fare un passo sensato per proteggere le persone e chiedere aiuto.
Perché il silenzio può contare
Quando nessuno parla, un’azione dannosa può sembrare accettata e la persona coinvolta può sentirsi sola. Le persone hanno imparato a proteggersi avvertendo, segnalando e sostenendo chi è in pericolo. Lo scopo non è vincere una discussione o punire qualcuno, ma fermare il danno e trovare l’aiuto giusto.
Una risposta sicura
Nel cortile, Sam vede un bambino più grande spingere altri vicino a un cancello. Sam resta a diversi passi e dice: «Smettila di spingere». Poiché non si ferma, Sam va in ufficio con un amico e racconta a un adulto esattamente che cosa è successo e dove. L’adulto va ad aiutare; Sam non prova a combattere.
Essere coraggiosi non significa essere imprudenti
Un errore comune è pensare di dover affrontare da soli una persona più grande, arrabbiata o pericolosa. Sembra ragionevole perché nelle storie un eroe risolve spesso tutto senza aiuto. Nella vita reale, mantenere le distanze, dare un avvertimento chiaro e chiamare un adulto di fiducia è di solito più sicuro. Se parlare aumenta il pericolo, chiedi prima aiuto.
Parlare nella vita quotidiana
È importante quando qualcuno subisce prepotenze, una battuta prende di mira una persona, un bambino più piccolo è in pericolo o una regola crea un rischio immediato. Puoi usare parole semplici, allontanarti, restare vicino alla persona e parlarne con un responsabile. Vale anche online: conserva le prove e segnala il problema invece di unirti all’attacco.
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