Giocare lealmente quando nessuno guarda — Etica, 7–10 anni
Fare la cosa giusta in un gioco conta anche quando nessun arbitro sta guardando. Etica, 7–10 anni.
Che cosa significa giocare lealmente
Giocare lealmente significa rispettare le regole concordate e non approfittarsi in modo ingiusto, anche quando nessuno potrebbe scoprirlo. Lo scopo non è soltanto vincere, ma permettere a tutti di partecipare a un gioco che abbia senso.
Perché è importante
I giochi hanno bisogno di fiducia: i giocatori devono pensare che il risultato dipenda dal gioco e non da trucchi nascosti. Il gioco leale nasce da questo problema, perché senza di esso le persone smettono di voler giocare insieme o di credere ai risultati.
Una linea che non hai visto
Nel tennis, Ana colpisce la palla, che cade vicino alla linea. L’altra persona non vede bene, ma Ana ha visto che la palla era fuori. Dice: «Fuori», anche se l’arbitro avrebbe potuto considerarla dentro. Il punto viene così deciso con lealtà e non con un inganno.
La trappola più comune
È facile pensare: «Non è barare se nessuno mi scopre». Sembra ragionevole perché molte regole vengono controllate quando qualcuno vede ciò che è successo, ma un vantaggio nascosto rende comunque il gioco ingiusto. Non essere scoperti cambia il rischio di una punizione, non la correttezza dell’azione.
Dove si ritrova
Il gioco leale si trova nello sport, nei giochi da tavolo, nelle corse e nelle sfide del cortile. Conta anche quando un gruppo calcola i punti, distribuisce i turni o controlla il proprio lavoro. La competizione è più piacevole quando si sa che il successo è stato ottenuto nel modo concordato.
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