Alberi: relazioni annidate — Informatica, 11–13
Un albero organizza le informazioni su più livelli, con un punto di partenza e rami sotto di esso. È utile quando alcune cose appartengono ad altre, come cartelle, legami familiari o scelte in un gioco.
Com’è fatto un albero
In informatica, un albero è un insieme di elementi collegati e ordinati da una radice verso i rami. Ogni elemento può avere figli, ma di solito un solo genitore; la radice non ne ha. Una cartella che contiene altre cartelle è un albero che puoi vedere, anche se il computer conserva i collegamenti in modo più astratto.
Perché usare gli alberi?
Una raccolta piatta diventa scomoda quando gli elementi hanno livelli o genitori. Un albero mantiene visibili queste relazioni, così un programma può passare da una cartella al suo contenuto o da una domanda alle scelte successive. L’idea nasce dal bisogno di rappresentare gerarchie, non di imitare la natura.
Leggere un albero di cartelle
Immagina che Scuola sia la radice. Contiene Matematica e Arte. Matematica contiene Algebra e Geometria, mentre Arte contiene Disegno. Per trovare Geometria, parti da Scuola, segui Matematica e poi Geometria: il percorso ha tre elementi. I nomi sono gli elementi e «contiene» collega ogni genitore al figlio.
La trappola della lista orizzontale
Spesso si tratta un albero come una normale lista, perché entrambi contengono molti elementi. È comprensibile se guardi solo i nomi. Però l’informazione importante di un albero è sapere che cosa appartiene a che cosa; mettere tutto in una lista può far perdere il percorso, i livelli e il significato del rapporto.
Gli alberi fuori dalla scuola
Le cartelle del computer usano un albero, come i menu dei siti con i sottomenu. I giochi possono usare alberi per le mosse possibili e uno strumento genealogico può ordinare gli antenati per generazioni. Non tutti i collegamenti formano alberi: una rete di amicizie si rappresenta meglio con un grafo.
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