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Logica booleana e decisioni — Informatica, 14–17 anni

I programmi devono spesso scegliere che cosa succede dopo. I valori booleani e gli operatori logici trasformano frasi come «la password è corretta» in decisioni precise che un programma può verificare.

Vero o falso

Un valore booleano indica una delle due possibilità: vero o falso. Un programma può controllare una condizione, come età >= 16, e scegliere istruzioni diverse in base al risultato; così il software reagisce invece di seguire una sola lista fissa.

Perché combinare condizioni?

Le decisioni reali dipendono raramente da un solo fatto. «Permettere l’ingresso» può richiedere un biglietto valido E la data corretta, mentre «mostrare un avviso» può richiedere batteria scarica O temperatura alta. Gli operatori logici esprimono queste regole senza affidarsi a supposizioni.

Controllare un biglietto

Supponi che has_ticket sia vero e che l’età sia 15. La regola è: entrare se has_ticket E età >= 16. La prima condizione è vera, ma 15 >= 16 è falso; vero E falso dà falso, quindi il programma nega l’ingresso. Con 16 anni, entrambe sono vere.

E non è O

Un errore comune è usare O quando devono essere rispettati tutti i requisiti. È comprensibile, perché «o» può sembrare inclusivo nel linguaggio quotidiano, ma nella programmazione «A O B» funziona se una condizione è vera, mentre «A E B» richiede entrambe. Scrivere prima la regola aiuta.

Decisioni di sicurezza

Un ascensore può decidere di non muoversi se le porte sono aperte O se il sensore indica un peso eccessivo. Un sito può richiedere una password corretta E un secondo codice di verifica. Queste regole rendono i controlli ripetibili, ma le condizioni vanno progettate con attenzione.

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